Una nave portacontainer diretta in Romania è stata colpita da tre droni al largo della costa bulgara del Mar Nero ieri (28 ottobre), mentre i ministri della Difesa di Bulgaria, Romania e Turchia si incontravano a Sofia per discutere della sicurezza regionale, ha dichiarato il ministro della Difesa bulgaro Dimitar Stoyanov.
L’incidente è avvenuto a circa 21 miglia nautiche da Shabla, sulla costa settentrionale bulgara del Mar Nero, secondo quanto riferito da Stoyanov. Le autorità bulgare hanno dichiarato che la nave batteva bandiera liberiana.
Tutti i 18 membri dell’equipaggio della CONTSHIP JET – 14 filippini e 4 ucraini – sono stati soccorsi e trasferiti a bordo di una nave militare bulgara per essere sottoposti a primi accertamenti medici. Le autorità bulgare hanno affermato che non vi era alcun pericolo per gli insediamenti costieri e che la situazione era costantemente monitorata.
L’incidente è avvenuto mentre Stoyanov incontrava a Sofia il suo omologo romeno Ștefan-Radu Oprea e il ministro della Difesa turco Yaşar Güler, per colloqui volti a rafforzare la cooperazione nel Mar Nero, dove gli attacchi contro le navi commerciali hanno suscitato preoccupazioni per la sicurezza marittima e per le più ampie implicazioni sulla sicurezza derivanti dalla guerra tra Russia e Ucraina.
“Questi tragici incidenti rappresentano una pericolosissima escalation della pressione e delle tensioni e comportano seri rischi per la sicurezza della navigazione della nave”, ha dichiarato Stoyanov.
I tre ministri hanno concordato di istituire un meccanismo trilaterale di coordinamento che consentirà loro di svolgere consultazioni periodiche, scambiare informazioni e individuare misure pratiche per migliorare la sicurezza regionale.
“Abbiamo raggiunto un accordo per istituire un meccanismo trilaterale di coordinamento nel Mar Nero. Attraverso questo meccanismo Bulgaria, Romania e Turchia potranno tenere consultazioni regolari. Scambieremo informazioni e individueremo ulteriori misure pratiche per rafforzare la sicurezza e la stabilità regionali”, ha dichiarato Stoyanov.
I Paesi hanno inoltre concordato di migliorare la consapevolezza della situazione sul terreno – la situational awareness – e le capacità di allerta precoce. Sono previsti ulteriori incontri nel breve periodo, con colloqui a livello politico a Bucarest e discussioni a livello militare ad Ankara.
“La nostra convinzione è che la sicurezza nel Mar Nero sia una responsabilità comune che richiede azioni congiunte. Lavoreremo insieme a livello politico e militare per ridurre le tensioni, rafforzare la stabilità regionale e garantire la libertà di navigazione”, ha affermato Stoyanov.
Pressioni per rafforzare le difese
Anche la Romania sta cercando di migliorare la propria capacità di individuare e rispondere alle minacce in mare, compresi droni e mine.
“La Romania sta rafforzando le proprie capacità di sorveglianza, di allerta tempestiva e di contrasto ai droni marittimi e alle mine, per garantire un accesso sicuro ai porti e la protezione delle infrastrutture critiche, comprese le infrastrutture energetiche nella zona economica esclusiva. L’incontro di oggi ci permette di coordinare questi sforzi a livello regionale”, ha dichiarato Oprea.
Güler ha espresso preoccupazione per gli attacchi contro le navi commerciali e ha chiesto moderazione nel Mar Nero.
“Guardiamo con preoccupazione agli intensi attacchi contro le navi commerciali nel Mar Nero e chiediamo alle parti di esercitare prudenza nel rispetto del principio della libertà di navigazione nelle aree di alto mare”, ha dichiarato.
La Turchia, che possiede la costa più lunga sul Mar Nero, considera essenziali la stabilità e la sicurezza della regione, ha aggiunto Güler. Ankara sta mantenendo contatti attraverso tutti i canali disponibili per creare opportunità di dialogo tra Russia e Ucraina e proteggere le rotte marittime commerciali.
Ha inoltre affermato che la posizione coordinata di Bulgaria, Romania e Turchia dovrebbe ricordare a entrambe le parti in guerra che la sicurezza delle rotte commerciali e dei Paesi costieri del Mar Nero rappresenta una “linea rossa inviolabile”.
Nel frattempo, il Consiglio dei ministri bulgaro ha approvato l’adesione del Paese a un’iniziativa internazionale finalizzata allo sviluppo e all’impiego di capacità di difesa aerea contro le minacce aeree a bassa quota.
La decisione comprende l’approvazione di un memorandum che coinvolge Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Romania, Svezia e Turchia, nonché una bozza della nota di adesione da parte del ministero della Difesa bulgaro, soggetta a successiva ratifica.
L’iniziativa prevede un’analisi congiunta delle tecnologie esistenti e future, una valutazione della loro idoneità operativa e un approccio comune alle successive iniziative.
La decisione arriva pochi giorni dopo che il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con cui esortava Sofia a confermare formalmente la propria partecipazione all’iniziativa della NATO contro i droni entro il 30 ottobre.
La risoluzione criticava inoltre quella che gli eurodeputati avevano definito una risposta ambigua della Bulgaria alla minaccia russa e una debole reazione diplomatica nei confronti di Mosca.
Il primo ministro Rumen Radev ha reagito con rabbia, accusando gli eurodeputati bulgari di utilizzare il Parlamento europeo per perseguire obiettivi politici interni e sostenendo che il governo aveva già annunciato la propria decisione di aderire all’iniziativa.
Radev ha inoltre contestato quelli che ha definito tentativi di imporre a un governo sovrano le tempistiche delle proprie decisioni. La risoluzione, adottata il 22 ottobre, non è giuridicamente vincolante.
L’ultimo attacco avviene a pochi giorni dal ballottaggio delle elezioni presidenziali bulgare, previsto per domenica 1° novembre.
In foto: Nave militare nel Mar Nero [Staff Sgt. Michael Washburn, U.S. Air Force, Public domain, via Wikimedia Commons]
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

